Rubini, zaffiri, smeraldi e diamanti sono le quattro pietre preziose del settore. Tre criteri le classificano: bellezza, rarità e durevolezza. Altri tre elementi ne determinano il valore: origine, peso e trattamenti.
Cosa osserviamo
- Bellezza: la limpidezza (il grado di trasparenza, alterato dalle inclusioni), un colore né troppo chiaro né troppo scuro, e la brillantezza, che dipende dal taglio.
- Rarità: più una pietra è rara sul mercato, più alto è il suo valore.
- Durabilità: durezza, tenacità e resistenza agli agenti chimici. La durezza si misura sulla scala di Mohs.
- Origine, peso, trattamenti: un colore tipico di una regione aumenta il valore; il peso si esprime in carati (1 carato = 0,20 g); una pietra non trattata vale molto di più.
Rubino
Corindone rosso, colorato dal cromo, con una durezza di 9. I più ricercati vengono dalla valle di Mogok in Myanmar, per il loro rosso intenso che sembra brillare dall'interno. Il Madagascar e il Mozambico sono oggi fonti importanti.
Zaffiro
Ogni corindone che non è rosso si chiama zaffiro; il blu deriva da ferro e titanio. Il Myanmar dà blu profondi, lo Sri Lanka blu luminosi, e il Kashmir, storicamente, i più celebri di tutti. Gli zaffiri esistono anche in rosa, giallo e nel raro rosa-arancio del padparadscha.
Smeraldo
Berillo verde, colorato da cromo e vanadio, con una durezza da 7,5 a 8. La Colombia resta il riferimento. Gli smeraldi hanno quasi sempre inclusioni, il loro «jardin». Gli smeraldi completamente non trattati sono estremamente rari: l'oliatura è accettata dal settore, e il riempimento con resina è il trattamento più comune. Il tipo e l'entità del trattamento pesano molto sul prezzo.
Diamante
Carbonio puro e il materiale naturale più duro, 10 sulla scala di Mohs. I diamanti bianchi si classificano secondo le 4C, con colori da D (incolore) a Z. Pietre sintetiche con proprietà identiche si producono dalla fine del XIX secolo: è quindi essenziale verificare che un diamante sia naturale.